Una nuova avventura

Ho passato la mia adolescenza con la voglia di scappare dalla Valle. Odiavo le montagne che, idealmente, mi tagliavano fuori da un mondo da scoprire e che per i miei 16 anni mi sembrava irraggiungibile. Passano gli anni, mi diplomo e mi trasferisco a Brescia. Inizia una nuova vita fatta di università, nuovi amici, nuovi amori, nuove conoscenze in generale e, francamente, la vita di montagna non mi mancava per niente.

Le visite ai miei genitori erano rade e l’idea di dovermi muovere con i tempi biblici di Gamba di Legno (nomignolo riservato al trenino che collega Brescia alla Valle Camonica) mi faceva rabbrividire. Non che fossi esente da una notevole dose di Sehnsucht nei confronti dei miei (soprattutto di fonte all’ennesimo piatto di tonno e fagioli, emblema dell’universitario medio), solo che mi sentivo bene, mi sentivo adulta e responsabile (ben lungi dall’esserlo) e per un po’, per un bel po’, le cose sono filate lisce così.

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Ecco il nostro ormai ex “Gamba di Legno” a Breno, paese della media Valle Camonica

Non so dire poi quando tutto è cambiato, quando la montagna ha ricominciato a chiamarmi a sé. Ormai sono dieci anni che vivo a Brescia, ho passato anche la mia buona dose di tempo all’estero ma non sono mai tornata stabilmente in Valle, anzi, sempre una toccata e fuga. Però qualcosa non tornava. Ogni volta che dovevo ripartire era sempre più difficile, non solo per l’affetto che provo per la mia famiglia e per la nostalgia che provo non avendoli vicino (non sono a mille kilometri di distanza, ma anche 80 sono sufficienti per perdersi la quotidianità delle persone che ami) ma anche perché mi risultava fastidioso non avere vicino le montagne.

Sentire, IO, la lontananza delle montagne? Le prime volte che ci pensavo mi veniva da ridere. Poi la cosa è degenerata nel giro di poco, complice anche un lavoro che mi consente di stare a contatto con la natura.

Ed eccomi qui. A sentire l’esigenza di scrivere qualche riga, una volta ogni tanto, sull’entusiasmo che prova una ragazza di 28 anni, cittadina d’adozione ma montagnina di nascita, nello stare a contatto con il suo ambiente di origine.

In questo blog (che se lo anagrammate esce glob, che è figo, oppure lobg, che non vuol dire niente) si parlerà dunque di montagna, di trekking, di arrampicata, di vita nella natura, escursioni e anche un po’ della mia vita, ma anche della vostra, spero.

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Diapositiva della sottoscritta me medesima sulla Forcella di Sale

2 pensieri su “Una nuova avventura

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