Le Valli di Sant’Antonio – Corteno Golgi

Oggi vorrei raccontarvi una delle prime gite che io ricordi, avendo origini più o meno da quella zona: La Val Brandet e Campovecchio, meglio conosciute come le Valli di Sant’Antonio. Siamo nel comune di Corteno Golgi, al limite estremo della Valle Camonica prima del passo dell’Aprica, da dove si prosegue verso la Valtellina oppure verso la Svizzera.

Paese natale del premio Nobel Camillo Golgi (sì ragazzi, siamo su in 10 persone e 2 grilli quando fa caldo eppure abbiamo un premio Nobel), è anche paese natale di mia mamma e dei miei zii. Infatti, le vacanze estive e quelle invernali sono d’obbligo nella casa di famiglia appena fuori dal centro, dove la vicinanza del fiume crea sempre l’illusione della pioggia, rendendo l’atmosfera di montagna ancora più intima e rilassante.

 

Appena fuori dall'abitato di Corteno Golgi, da dove parte il sentiero
Appena fuori dall’abitato di Corteno Golgi, da dove parte il sentiero
Il baffuto Camillo Golgi

L’itinerario che seguivamo è piuttosto semplice e lo troverete segnato anche sulle numerose cartine della Valle Camonica, dalle più professionali Kompass a questa versione, voluta dal Parco dell’Adamello e create (in parte) dalla sottoscritta. Giuro, c’è il mio nome, piccolino, in fondo, ma c’è.

Valle Camonica, la Valle dei Segni

Partiamo dalla piazza del comune di Corteno Golgi e attraversate la strada, ponendo molta attenzione, verso il centro del paese (alla vostra destra infatti noterete un ponte che oltre a snellire la circolazione della vicina zona industriale viene anche usato per rampa di lancio per Volkswagen elaborate, molto di moda nei dintorni).

Appena superata la farmacia, posta quasi alla fine del paese su via Camillo Golgi, prendiamo la strada che sale a sinistra. Pochi metri dopo, al bivio, prendiamo a sinistra su via I Maggio che seguiamo fino in prossimità di una santella, dove poi prendiamo a destra. Continuiamo a salire lasciandoci alla destra, su di una piccola collinetta, la chiesa di San Martino, classica tappa post pranzo di Natale per sentirsi meno in colpa dopo la grande abbuffata.

Chiesa di San Martino, Corteno Golgi

Proseguiamo su strada asfaltata in discesa fino ad imboccare la strada principale che risale nuovamente fino alla santella posta in mezzo ad un bivio, dove proseguiamo in salita a sinistra. Qui è necessario aprire una piccola parentesi: una frana di modeste proporzioni ha spazzato via un pezzo di strada proprio 200 metri dopo la santella. La strada è stata ormai ricostruita attraverso l’aiuto di un ponte: non dovrebbero esserci problemi a piedi ma per fugare ogni dubbio consiglio un controllo al sito internet del comune, dove potete trovare anche tutti i contatti turistici del caso. Seguite la strada fino al parcheggio di Sant’Antonio. Qui sorge spontanea una domanda: ci si poteva arrivare anche in macchina? Certo! La scelta sta a voi.

santo-antonio-corteno
Frazione di Sant’Antonio, Corteno Golgi

Da qui partono i sentieri veri e propri. Superato il piccolo abitato di Sant’Antonio, dovrete solamente scegliere, seguendo i sentieri ben segnalati 129 o 124, se andare rispettivamente in Val Brandet oppure a Campovecchio.

Perché consiglio a tutti questa gita? Perché è una bellissima camminata alla portata di tutti, sia per le famiglie che hanno voglia di bighellonare in giro per un bosco meraviglioso, sia per quelli che, non soddisfatti di essere arrivati alla piana dei due rifugi, possono proseguire e arrivare fino al lago di Piccolo o al Bivacco Davide, famoso punto di passaggio della Sky Marathon.

L’amore che mi lega a questi paesaggi e a queste vallate è profondissimo e risale alla mia infanzia: mi ricordo quando uno zio, quello bravo, si svegliava presto e con la moto passava a prendere le salamine (che da oggi in poi chiamerò strinù, ovvero il loro nome scientifico, che salamina non si può sentire!!) poi saliva, munito di permesso, fino ad una delle due vallate per accaparrarsi il barbecue migliore e preparare il tutto in vista dell’arrivo del bestiame in transumanza, niente popò di meno che tutta la famiglia intera.

Val Brandet

Ognuno aveva il proprio zainetto con i propri panini, le tovaglie, i coltelli, il vino, i formaggi, le borracce, qualche fungo trafugato sul percorso e una fame da lupo già alle 8 del mattino. Tra cugini si faceva a gara a chi arrivava per primo in cima alla salita che termina alle baite di Brandet, immaginaria linea di vittoria, e ci sembrava di dover aspettare un’eternità prima che arrivassero le mamme e le zie, lente come elefanti.

E i massi, poi! Ci sono dei massi enormi sui quali passavamo le ore ad arrampicarci e quando eravamo stanchi ci buttavano in uno dei numerosi ruscelli che scendono gelidi gelidi dalla cima della montagna, e lì sì che ti si riattiva la circolazione…

Rifugio Campovecchio

Insomma, avete capito! Munitevi di: scarponcini da montagna, vestiti comodi ma pantaloni lunghi (anche se avete caldo, sempre meglio proteggersi da insetti e ortiche), un bastone da montagna se sentite di averne bisogno e tutto il necessario per un pic-nic. Se invece non avete voglia di cucinare, potete sempre fermarvi nel rifugio Campovecchio o al rifugio Alpini di Brandet, accertandovi dell’apertura prima di partire senza strinù nello zaino.

Nel sito ufficiale delle Valli di Sant’Antonio potete trovare informazioni dettagliate circa fauna, flora, geomorfologia e risorse idriche.

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