Piedino da principessa: guida alla scelta degli scarponi da montagna

E’ arrivato il momento più temuto da ogni camminatore: bisogna cambiare le scarpe. Grande tragedia, non ve lo nascondo.

Non sono mai stata una grande amante degli scarponi da montagna, per cui mi sono sempre limitata ad adoperare un normalissimo paio di scarpe da trekking della North Face: hanno una buona presa, non si bagnano mai e pur essendo in Gore-Tex traspiravano bene (intendiamoci, i piedi di una persona che va in montagna tutto il giorno non profumano di viole). Mai avuto una vescica in tanti anni (quanti?10?) e mi hanno portata veramente su qualsiasi tipo di terreno.

Ma il momento è giunto. Si stanno sformando, lo sento, anche se le stringo bene vanno dove vogliono, inizio a vedere dei pezzettini di tessuto che normalmente non si dovrebbero vedere e ogni volta che le metto ho sempre un po’ di paura che mi lascino a piedi (scusate la battuta, me ne sono accorta alla seconda lettura, ma siccome ho riso la lascio).

scarpe
Le mie bellissime e comodissime scarpe da trekking della North Face vicino alle mie scarpette da arrampicata. Ho passato settimane a togliermi un paio per mettere l’altro, sempre abbarbicata su qualche montagna.

Si apre un momento complicato: quale scarpa scegliere? Ogni azienda del settore ha ormai lanciato sul mercato numerosi modelli per ancora più numerose esigenze e questo, purtroppo, ha causato non poca confusione nel camminatore poco esperto. Ho visto gente salire sentieri-autostrada con scarponi utili ad uno sherpa e ho visto incoscienti buttarsi in ghiaioni impegnativi con le scarpe da ginnastica.

Come destreggiarsi dunque nella scelta di un indumento così fondamentale per la buona riuscita di ogni escursione? La prima regola, la più importante in assoluto è avere ben chiaro l’uso che se ne farà. Sei un camminatore esperto oppure alla prima occasione saliresti su un asinello che neanche la Vergine quando era incinta (sento molto il Natale)?

facile
Immagine presa dalla pagina Facebook “Gente che va in montagna una volta l’anno e si sente Messner”

Perfetto! Avendo ben chiaro questo in testa, ora si può partire per il negozio, armandosi di pazienza e purtroppo, bisogna dirlo, anche di un buon budget. Valutato il tipo di terreno che generalmente ci ritroveremo a percorrere e fatto un buon esame di coscienza sulla nostra preparazione fisica si possono iniziare a valutare numerose opzioni.

L’uso dello scarpone, in genere molto alto e robusto, lo vedrei limitato ad un utilizzo su percorsi un po’ più complicati della media, magari percorsi innevati, discese molto ripide o ghiaioni. Mi sento di consigliarli a chi soffre di facili distorsioni alle caviglie e per chi ha sempre uno zaino molto pesante: la suola Vibram è una grande invenzione che ha salvato la schiena a parecchi escursionisti.

Per escursioni in giornata non  vedrei male una scarpa bassa, come le mie ormai vecchie, tipo trail o delle normali scarpe che in negozio trovate nel reparto trekking. Sono scarpe leggere, molto comode, a rischio zero per quanto riguarda le vesciche e il prezzo è decisamente più abbordabile di uno scarpone. Due note negative: durano relativamente poco se confrontante con calzature più pesanti ma anche più robuste; la caviglia rimane costantemente scoperta e bisogna porre il doppio dell’attenzione quando si cammina, soprattutto al rientro quando ormai si è molto stanchi.

La soluzione di mezzo si chiama scarponcino mid leggero, un mix tra la leggerezza della scarpa bassa e la chiusura di uno scarpone, in grado di sostenere bene la caviglia e aiutarvi se mai nel vostro zaino dovessero comparire quei 3-4 kili in più, di funghi o di sassi messi dagli amici bastardi come la sottoscritta.

E se devo partire per più giorni? Di solito la risposta è: portati dietro sia le scarpe basse sia lo scarpone. Meglio qualche kiletto in più nello zaino che vesciche, distorsioni o anche peggio!

Due raccomandazione fuori dai denti: quando vi provate lo scarpone fatelo già con il calzino (adatto) che userete per andare in montagna, sarà fondamentale per voi considerare lo spazio di questo strato nella scelta delle vostre calzature e…attenzione al Gore-Tex! Se non prevedete di andare in posti particolarmente innevati o di uscire proprio durante o dopo un’abbondante piovuta, il Gore-Tex non vi sarà d’aiuto, anzi rischierete di avere sempre il piede umido proprio a causa della poca traspirazione tipica dell’isolamento Gore-Tex.

Con queste poche ma ben precise regole in testa, io e il mio piedino da principessa (come lo chiama il mio babbo) andiamo a comprarci gli scarponi nuovi.

Buona settimana a tutti da #agodipino e l’#infaticabile

Pagine Facebook dalle quali ho tratto alcune foto di questo articolo: Gente che va in montagna una volta l’anno e si sente Messner. Consigliatissima comunque anche la pagina Il montanaro imbruttito, praticamente un’ode al Pandino 4×4 che, diciamocelo, di lodi se ne merita, eccome!

 

 

 

 

5 pensieri su “Piedino da principessa: guida alla scelta degli scarponi da montagna

    1. Purtroppo gli scarponi di marca sono anche quelli che hanno bisogno di un buon grado di manutenzione. Consiglio di fare sempre un controllo agli scarponi prima di partire, in genere è il metodo migliore e più semplice per prevenire il disastro. Altrimenti come hai detto tu: nastro adesivo argentato sempre presente nello zaino, quello è anche idrorepellente per cui si dovrebbe essere “tranquilli” fino al rientro.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...