Gnomi, fate, stregoni e unicorni: la strada per la cima Guglielmo

Dunque, finite le feste, inizia la neve. Insomma la sfiga non ci lascia neanche nel 2017.

Non che fosse fondamentale per me, ho sempre lavorato durante le feste natalizie per cui non avrei comunque avuto molto tempo per concedermi grandi girate, ma anche il tempo non è stato dalla mia parte: troppo freddo per andare a fare passeggiate in quota, troppo gelo e troppa poca neve per andare a sciare (i lastroni di ghiaccio piacciono solo con piccozza e ramponi, non con gli sci), ciaspole non ne parliamo (pur avendo ricevuto per natale da parte del babbo un bellissimo paio di ciaspole rosso fuoco). Per la cronaca, la mia adoratissima opinione sull’inverno non cambia di una virgola.

Ultimo ma non meno importante, sono ammalata da quasi una settimana: se c’era la minima possibilità di combinare qualcosa durante il ponte della Befana, il raffreddore e la tosse hanno chiarito subito la situazione impedendomi di mettere piede fuori di casa per quattro giorni.

Tra uno starnuto e l’altro però vorrei raccontarvi della mia unica ma bellissima uscita fatta insieme al mio compagno il 30 di dicembre. Mi piace uscire con lui, anche se lo occasioni sono veramente pochissime: brontola in partenza, ma quando attacca è come un mulo, non lo ferma più nessuno. Faccio fatica a stargli dietro e alcune volte è lui che deve aspettare me (oh, piano piano io arrivo ovunque).

Ci siamo spostati tardissimo, circa le 10.30, verso l’abitato di Zone (famoso per le sue piramidi, che un famoso storico mi ha detto che erano la residenza invernale degli egizi) e abbiamo parcheggiato nei pressi del piccolo cimitero. Il parcheggio è molto grande e gratuito per tutto il giorno e proprio nel centro è collocato un cartellone di legno che vi illustra tutte le gite da farsi in zona.

Parcheggio del cimitero di Zone - Via Valurbes
Parcheggio del cimitero di Zone – Via Valurbes

Decisi a prendere quella giornata poco sul serio e di goderci la montagna in modi alternativi, abbiamo scelto di percorrere il Sentiero degli Gnomi, percorso che si snoda sulla Via Valeriana che porta in Guglielmo, seguendo il sentiero  CAI 227 (Guglielmo = Gölem per il locali: montagna di 1957 che si apre sopra il lago d’Iseo, provincia di Brescia).

Sulla sinistra dell’entrata del cimitero potrete trovare le indicazioni del sentiero 227: seguitele anche se vi sembrano strane, si passa dietro al cimitero, si scende in forte pendenza per due tornanti e ci si ritrova in una sorta di piazzale attrezzato per pic-nic. Da qui parte l’itinerario in salita sulla destra: non è ben segnalato (anche se mi hanno assicurato che lo faranno perché è arrivata la segnaletica nuova) ma c’è sempre in giro qualche buon anima che t’indirizza sulla strada giusta.

(Volevo mettervi una fotografia da Google Maps per farvi capire ma c’è un giga furgone in mezzo e non si capisce comunque niente!)

Si parte seguendo la Via Valeriana, riconoscibile per i suoi ciottoli e due solchi paralleli che corrono lungo tutta questa antichissima via di comunicazione. Solchi provocati dalle ruote dei carretti, direte voi. Ebbene no: lo stesso famoso storico di prima mi raccontava che “gli egizi che abitavano nelle piramidi di Zone usavano la Via Valeriana come pista di atterraggio per gli aerei carichi di spezie orientali che arrivavano dall’Egitto. E i romani muti”.

Sicura del fatto che in quel preciso momento un libro di storia si fosse suicidato, io e il mio famoso storic…ehm, il mio compagno abbiamo iniziato la nostra salita accompagnati da alcuni strani personaggi che sbucavano dalle siepi: draghi lunghissimi e dagli occhi rossi.

So cosa state pensando: tra gli egizi, le piramidi, i carretti e i draghi sorgerebbe spontaneo a chiunque pensare che le famose spezie orientali ce le siamo fumate. E invece no, cari miei. Perché la particolarità di questo bellissimo sentiero è proprio quello di essere circondato da animali fantastici e creature mitologiche, tutte splendidamente scolpite nel legno.

Il primo tratto, quello più dolce e che conduce alla partenza del Sentiero degli Gnomi, è tutto circondato da draghi (più o meno inquietanti) a cui è stato educatamente assegnato un nome. Purtroppo non ho foto di questo tratto perché stavo ancora ridendo per la storia degli egizi.

Il Bosco degli Gnomi inizia dunque dopo circa una ventina di minuti e lo riconoscerete per la presenza di questi due cartelli, uno che segna appunto l’inizio del sentiero e il numero effettivo delle sculture presenti nel bosco e un cartello che segnala la salita in Guglielmo. Ci tengo a precisare che dopo pochi metri il sentiero si divide: il 227 normale segue le sculture mentre il 227A taglia tutto il bosco e sbuca già in quota, sulla via della cima.

Cartello inizio Bosco degli Gnomi
Cartello inizio Bosco degli Gnomi
Cartello direzionale del Cai n. 227 e 227A
Cartello direzionale del Cai n. 227 e 227A

Non mi dilungo sulla descrizione delle statue perché sono uniche nel proprio genere: animali, folletti, maghi, unicorni e gnomi, potete trovare davvero di tutto e sono una bellissima esperienza sia per grandi che per bambini. Vi lascio qualche foto da guardare così potete farvi un’idea di cosa vi aspetta.

Supergnomo
Supergnomo
Sarà un fungo o uno gnomo?
Sarà un fungo o uno gnomo?
Gnoma e gnometto
Gnoma e gnometto

Vorrei soffermarmi invece sul percorso in quanto tale. Non lasciatevi ingannare dal nome, il Sentiero degli Gnomi non è esattamente alla portata di tutti. Partiamo dal fatto (ci tengo a ribadirlo) che prima di raggiungere l’effettiva partenza del bosco servono circa 20 minuti sull’acciottolato dei draghi, per cui non è proprio fuori dalla macchina.

Il sentiero vero e proprio, quando parte, parte deciso. E’ tutto dentro al bosco, per cui è molto ombroso ed è ottimo soprattutto durante le stagioni calde proprio perché riesce a riparare bene dalla calura e offre molti punti per fermarsi a riposare. Dunque non immaginatevi viste sul lago o sulle montagne: per il lago bisogna aspettare la cima e per le montagne bisogna comunque alzarsi parecchio di quota. Qui ci si gode il bosco e basta.

Panoramica sentiero
Panoramica sentiero

La pendenza. Quella non me la aspettavo. Camminare perdendosi via a guardare le statue e fermandosi a fare mille mila foto aiuta molto a dimenticarsi che questo percorso è incredibilmente in salita. E’ adatto ai bambini? Sì. Come dico sempre, i bambini NON sono un criterio utile per giudicare la difficoltà di una salita: sono più simili a delle capre bionde dell’Adamello che ad un umano, si arrampicano e corrono ovunque e sembrano avere delle riserve infinite di ossigeno. Io, allenata, se faccio una roba del genere mi ricoverano per una settimana.

Per cui sì, il sentiero è adatto ai bambini se i bambini sono abituati a muoversi, a correre e a camminare in montagna con un paio di scarponcini. Sconsiglio caldamente di affrontare questo sentiero con scarpe troppo lisce o troppo basse, proprio perché ci sono molti sassi e la discesa può rivelarsi un po’ ostica senza le caviglie coperte. Per i genitori, che probabilmente saranno anche quelli che portano lo zaino, consiglio anche un bastone o una racchetta da trekking, giusto per scaricare un po’ il peso.

Selfie improbabili
Selfie improbabili

Ne vale la pena? Decisamente. Finito il sentiero non si deve tornare indietro per forza, si può tranquillamente proseguire sul sentiero che porta in Guglielmo e godere di una splendida vista. Noi ad esempio, essendo partiti molto tardi per via del freddo, ci siamo fermati in un grande prato soleggiato a mangiare e poi siamo tornati alla macchina.

Il Vincitore Becchi e la Bèla Bestia
Il Vincitore Becchi e la Bèla Bestia
La meravigliosa vista dal prato dove ci siamo fermati
La meravigliosa vista dal prato dove ci siamo fermati

Mi sono sentita un po’ bambina in questo bosco fatato, soprattutto quando ho incontrato il buon Gandalf e il Grillo Parlante di P-I-N-Q ehmehmehm…PINOCCHIO! Se volete passare una giornata all’aria aperta con i vostri pargoli questo è il posto ideale per voi.

Agodipino, l'Infaticabile e Gandalf
Agodipino, l’Infaticabile e Gandalf
Il Grillo Parlante
Il Grillo Parlante

Su questo sito internet troverete altre foto e informazioni sul percorso. Buona passeggiata!

10 pensieri su “Gnomi, fate, stregoni e unicorni: la strada per la cima Guglielmo

  1. Nn conosco le capre bionde dell’Adamello e quindi non so dire se il percorso sia difficile o meno 🙂
    Però è un’escursione simpatica. Mi ricorda un po’ il parco dei mostri di Bomarzo, vicino Viterbo, che ho visitato qualche mese fa e cui ho dedicato un post. L’Italia è un paese sempre pieno di scoperte!

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  2. Che bellissimi posti e che bella giornata avete trovato!
    Condivido pienamente quello che hai scritto sui bambini: si arrampicano dapperutto, basta che ci sia una valida motivazione e gli gnomi lo sono, decisamente! I draghi poi…
    Immagino le corse da una statua all’altra, da un cartello all’altro, mentre le statue prendono vita davanti ai loro occhi.
    Purtroppo spesso sono i genitori ad essere pigri e i bambini sono solo una scusa per non fare fatica.
    Ciao e complimenti per il post!

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    1. Ciao Andrea, grazie mille per essere passato e aver letto il mio articolo! Ho notato, in una sorta di Tripadvisor dei sentieri, che moltissimi si lamentavano del fatto che il percorso fosse troppo difficile e i bambini non fossero in grado nemmeno di finirlo, ma anche solo iniziarlo. Mi è suonata tanto come una scusa per genitori pigri…Impossibile rimanere fermi davanti a queste sculture, sono troppo belle! Ciao, a presto 🙂

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      1. Quando mio figlio era piccolo abbiamo fatto tante tante escursioni con lui. I primi 2 anni stava nello zainetto, poi, quando non sono più riuscito a portarlo in spalla, ha iniziato a camminare sulle sue gambette e, mentre noi gli raccontavamo una fiaba dietro l’altra, lui camminava per ore e ore. La capacità dei bambini di camminare è incredibile, così come quella di stupirsi di fronte a un fiore, a un ruscello, all’impronta di un animale, a una chiazza di neve…
        Se poi ci si addentra in un bosco popolato da fate, nani, gnomi ed elfi l’esperienza diventa indimenticabile!

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