Il Parco delle Colline, gioiello bresciano

Per fortuna non sono meteoropatica. O meglio, non lo sono nel modo in cui tutti intendono il termine. Dovete sapere che io e il mio compagno (e credo pochissime altre persone al mondo, tra cui Belzebù e la Maga Magò) viviamo male i giorni di sole, soprattutto in estate, mentre riusciamo a dare il meglio del nostro poco grigio spirito proprio quando tutto intorno a noi è grigio. Insomma, noi con acqua e neve andiamo alla grande.

Una cosa però mi differenzia da lui: il vento. Io adoro il vento, lo trovo un elemento meraviglioso (parlo del vento, non dei monsoni, chiariamoci), che fa muovere gli alberi e fa correre le nuvole, insomma diventa tutto più dinamico. Purtroppo però lo vivo, a livello fisico, davvero molto male: mi provoca, ore prima del suo inizio, un fortissimo mal di testa, come se il vento fosse davvero dentro il mio cranio e  mi spazzasse via quel misero neurone che mi rimane, finendo la sua corsa con un forte tonfo sulla fronte. Può andare avanti per tutto il giorno.

E oggi è uno di quei giorni.

Questo meteo, un po’ rincoglionito quest’anno, ci sta finalmente regalando i primi fiocchi di neve seri al Nord e gli sci, pronti a partire da metà novembre e ormai rassegnati al fatto che mai vedranno la luce del giorno, stanno riacquistano la speranza di poter finalmente scendere da una pista. Domenica infatti, tempo permettendo, l’idea sarebbe quella di andare a sciare all’Aprica che, per chi non lo sapesse, è un posto eccezionale.

Personalmente la preferisco di gran lunga al Tonale, troppo affollato e a tratti tutto uguale, e anche a Borno che trovo impegnativo anche se con un gran panorama (l’Altopiano del Sole spacca sempre!). Per cui, se questo fine siete indecisi su dove andare a sciare o a snowboardare sappiate che l’Aprica è una validissima alternativa ai nomi più conosciuti.

E per chi rimane in città? Beh, a meno che il vostro programma non sia quello di sfondarvi di serie tv sul divano o perdere la testa su qualche gioco in scatola (che comunque avete tutta la mia ammirazione, eh), sappiate che la città offre la possibilità di fare una bella passeggiata nella natura, ad un passo dal centro. Ma come, non vi siete mai accorti del Parco delle Colline?

Il suo nome completo è Parco Locale di Interesse Sovracomunale delle Colline di Brescia e interessa, appunto, numerosi comuni, tra cui Bovezzo, Brescia, Cellatica, Collebeato, Nuvolera, Rezzato, Rodengo Saiano. Nato nel dicembre del 2000 i comuni hanno individuato i perimetri del parco, dando così di fatto il via libera all’organizzazione e alla salvaguardia di uno spazio vitale per la città e i comuni limitrofi, costituito da un insieme di ambienti naturali diversificati tra loro, con caratteristiche ecologiche di grande interesse e rarità anche in ambito europeo, e non solo locale.

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Nello specifico mi riferisco alla parte del parco chiamata dai residenti il Santellone, in zona Badia (Ovest). Il percorso che faccio quasi tutti i giorni insieme all’Infaticabile parte dal parcheggio del campo sportivo della Badia. Lasciate lì l’auto, attraversate la strada e tenete la sinistra. L’entrata del parco è molto piccola: un cancellino nero con pochi scalini vi condurrà in un praticello da dove parte il nostro giretto.

Parcheggio campo sportivo della Badia, Brescia
Parcheggio campo sportivo della Badia, Brescia

Seguite il sentiero per circa un kilometro fino allo spiazzo del Parco dove troverete una piccola area con panche e tavoli, alcuni cartelli barbaramente vandalizzati dove si forniscono informazioni circa la botanica di questo parco più unico che raro e un bagno a gettoni. Qui la scelta si sdoppia: si può proseguire dritti (che sarà il percorso che descriverò, lungo tutta la via del Carretto) oppure si potrà decidere di seguire il percorso sensoriale per non vedenti che parte giusto attaccato all’area informazioni.

Noi proseguiamo dritti in mezzo ad un bosco meraviglioso che si apre poi sugli splendidi e curatissimi vigneti dell’azienda vitivinicola Lovera. Seguite la strada sterrata per qualche kilometro fino a quando non troverete il cemento in prossimità di alcune abitazioni (specifica per i proprietari di cani: qui la strada diventa percorribile dalle auto. Ok, non ne passano a migliaia, ma comunque tendono ad arrivare ad una velocità tutto sommato notevole, visto il tratto. Legate il vostro cane!).

Seguite la strada asfaltata fino ad arrivare in località Fantasina, incrociando la strada che da Urago Mella porta a Gussago. Proseguite a destra senza attraversare la strada (dove per altro parte la strada che porta ai Campiani, ma questo è un altro discorso) e imboccate via Torricella di Sotto, riconoscibile per i segnali marroni della ciclabile e perché è delimitata al traffico da una catenella.

Uscita da Via del Carretto e imbocco Via Torricella di Sotto
Uscita da Via del Carretto e imbocco Via Torricella di Sotto
Imbocco Via Torricella di Sotto
Imbocco Via Torricella di Sotto

Sorpassate il pollaio con la gallina più cattiva sulla faccia della terra e proseguite su questa calma viuzza che vi farà venire una voglia incredibile di comprare casa lì: non sembra nemmeno di stare a Brescia! La strada gira decisamente a sinistra e vi ritroverete in una bella zona residenziale. Lasciatevi il parco pubblico sulla sinistra fino ad incrociare, sulla vostra destra, una viuzza contrassegnata dal cartello blu della ciclabile. Seguitela fino ad arrivare al parcheggio della scuola De Andrè.

Imbocco pedonale che collega Via Torricella di sotto al parcheggio della scuola de Andrè
Imbocco pedonale che collega Via Torricella di sotto al parcheggio della scuola de Andrè

Proseguite dritto seguendo la strada in zona residenziale sino ad incrociare il Piazzale Maestri del lavoro: svoltate a destra e poi subito a sinistra, lasciandovi il piazzale sulla vostra sinistra. Proseguite dritto per un paio di kilometri, lasciandovi sulla destra l’ospedale Sant’Anna e sulla sinistra il centro sportivo San Filippo. Prima d’incrociare via Valle Camonica, dalla quale ci terremo alla larga, girate a destra imboccando via Badia: seguitela tutta fino a raggiungere il campo sportivo, partenza del nostro percorso.

Il giro completo, seguendo Google Maps, si aggira intorno ai 9 km ma nulla vieta di poter tornare indietro in qualsiasi momento, soprattutto se non si è avvezzi al paesaggio residenziale e si preferisce rimanere immersi nella natura. Come specificato, il percorso offre numerose deviazioni, basta munirsi di una buona cartina della zona, reperibile tranquillamente anche sul sito del comune di Brescia. Se invece siete più interessati all’aspetto naturalistico-ambientale del nostro bel parco cittadino, meglio consultare la scheda tecnica dell’Associazione Amici dei Parchi e delle Riserve Naturali.

E’ veramente triste sentire tanta gente lamentarsi che Brescia è grigia, senza spazi verdi, quando ad un tiro di schioppo dal centro esiste un posto del genere. A parte che basterebbe alzare il naso da terra per accorgersi che Brescia è comunque in fondo a mille vallate laterali, una più verde e selvaggia dell’altra, in grado di farvi davvero immergere completamente nella natura. In ogni caso, ormai non avete più scuse: il Parco delle Colline è solo uno dei numerosi parchi, vicini e lontani, che rendono unica la provincia di Brescia. Perché non dargli una possibilità?

Se qualcosa non è chiaro o vi sentite insicuri sul percorso, non esitate a scrivermi per avere delucidazioni sul tracciato, una piccola traccia creata su Google Maps o addirittura un’uscita insieme a me e all’Infaticabile.

A presto!

 

 

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