Letture d’Altura: Point Lenana, di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara

Domenica scorsa sono salita a casa dai miei genitori. E’ un periodo in cui riesco a muovermi poco, gli impegni stanno diventando tantissimi e la mia fatica aumenta esponenzialmente. Non incolpo il cambio di stagione, incolpo semplicemente la stagione che sta arrivando: la primavera.

Quel mazzolin di fiori…

Ormai mi conoscete, il meteo per me funziona al contrario:sta iniziando la stagione del letargo, vorrei addormentarmi a maggio per svegliarmi a settembre e tagliare via completamente l’estate. La mia avversione per il caldo torrido cittadino e le conseguenze che mi provoca (nausea, pressione sotto zero, sudorazione letteralmente ovunque…) mi mettono agitazione già dalla primavera.

Vivere male, insomma. 

Le belle nanne – foto via Web

Spinta dal pensiero di una settimana difficilissima in arrivo e sicura del fatto che quando vado dai miei riesco sempre a rilassarmi, ho caricato l’Infaticabile sulla Lupo e alle 9 del mattino eravamo già in viaggio. Galleria dopo galleria (mi verrebbe anche da dire sorpasso mortale dopo sorpasso mortale, chi conosce la SP510 sa di cosa parlo), arrivo a Breno in una splendida giornata di fine inverno.

Tappa obbligatoria l’azienda agricola di Nadia dove, dopo aver circumnavigato il temibile gatto da guardia Tigre, abbiamo fatto incetta di formaggi, formaggini, ricotte, yogurt e una crema Mou come non l’avete mai neanche assaggiata. Il tutto accompagnato da una buona bottiglia Assolo, vino camuno color rosso rubino che riempe la bocca e lo stomaco.

Le domeniche dai miei scorrono tranquille: polenta, strinù, formaggio e vino. Niente di ricercato ma tutto assolutamente gustoso (roba che faccio sempre il bis, anche se comunque sono una buona forchetta di base). Si accende la griglia in giardino, due risate, una passeggiata per smaltire il tutto e tanto parlare (del resto, ci si vede poco).

Caso vuole che a fine mese cada il mio compleanno. Per l’anagrafe ne faccio 29, per la mia testa ne faccio 12, per le mie rughe ne faccio 20 (sì, mi conservo bene). Comunque, l’immancabile domanda dei miei arriva puntuale come una cambiale “Cosa ti serve per il tuo compleanno?”

Vorrei rispondere “tutti i giochi in scatola che volete” oppure “una settimana a Disneyland” oppure ancora “una statua grandezza naturale di Han Solo ma non nell’episodio VII che è vecchio e stanco“. Ma alla fine li guardo e sentenzio: “Mi servirebbe una valigia, la mia si è rotta. Sì, una valigetta, quelle che puoi portare anche sull’aereo, no? che ti fai due giorni via e non ti porti il catafalco di turno, una valigia con le rotelline, bella, colorata. Ecco, questa mi serve. Questa, questa sì…oppure…oppure…oppure una pentola per la polenta!“.

Visto che credo (spero) che tutti voi abbiate visto una valigia, vi metto un paiolo della polenta

Ecco, in questa frase sono riassunti tutti i miei 29 anni, tutta la tensione che accompagna la mia testa tra la voglia di partire per sempre alla scoperta del mondo e la certezza di poter sempre tornare in quella Valle sicura abbracciata dalle montagne. La valigia sta alla pentola della polenta tanto quanto il sushi sta allo strinù e più ci penso più sono felice di questo mio binomio interiore, mi rende curiosa, avventurosa, viaggiatrice ma anche legata alla mia famiglia e alle mie tradizioni, soprattutto mi da la certezza di poter sempre puntare il dito in un luogo fisso, sicuro e di chiamarlo casa.

Hai detto niente!

I miei opinabilissimi diagrammi

Questa mia voglia di scoprire è spesso legata ad un tema noioso, quello dei soldi. E quando non posso permettermi di viaggiare fisicamente, viaggio allora con l’immaginazione, leggendo una marea di libri. Per la rubrica Letture d’Altura, oggi vi parlo di Point Lenana.

Point Lenana

Point Lenana è un romanzo di Wu Ming 1, membro del collettivo di scrittori Wu Ming, e Roberto Santachiara, pubblicato in Italia da Einaudi nel 2013. La pagina Einaudi dedicata al libro (veramente molto corposa, ve ne ripropongo solo un estratto) ne parla in questo modo:

È il gennaio del 2010 quando Wu Ming 1 parte per il Kenya. La destinazione precisa è il Mount Kenya National Park. L’obiettivo del viaggio, salire in cima al monte Kenya. Con lui c’è il suo agente Roberto Santachiara, Cecilia – moglie di Roberto -, la guida Mike Rukwaro Mwai e i suoi sei assistenti, tutti gikuyu. Delle tre cime del monte Kenya, quella prescelta è la più «semplice»: Punta Lenana, con i suoi 4985 metri sopra il livello del mare, è l’unica che si raggiunge camminando.

Se i suoi compagni di viaggio sono già esperti camminatori d’alta quota, Wu Ming 1 non ha mai superato i 1000 metri. Non sa nulla di alpinismo, non è allenato, non ha nessun particolare interesse per la montagna. Ma allora perché è li?

È Santachiara a custodire la ragione di quel viaggio: una storia – o meglio «un rizoma di storie», come racconta lo stesso Wu Ming 1 su Giap – che si avvolge attorno a quella montagna attraverso un secolo, e che ha come nucleo l’impresa di tre prigionieri di guerra italiani: Felice Benuzzi, Giovanni Balletto e Vincenzo Barsotti. Era il 1943 quando evasero dal campo britannico di Nayuki per scalare il monte Kenya. Proprio così: il loro scopo non era fuggire, ma raggiungere Punta Lenana, ridiscendere e riconsegnarsi agli inglesi. I preparativi durarono mesi, durante i quali i tre costruirono da soli l’attrezzatura. Senza l’aiuto di cartine, con l’unico vaghissimo riferimento dell’immagine della montagna stampata su un barattolo di conserva, attraversarono la foresta e stanchi, denutriti, sfibrati dalla prigionia, cominciarono la scalata.

Ho comprato questo libro praticamente ad occhi chiusi, mesi e mesi fa. Sono una grandissima fan del collettivo Wu Ming, hanno un modo di affrontare la storia che mi lascia senza parole e la loro bravura nello scrivere mi ha sempre affascinata oltre ogni limite. Per cui, certa del prodotto che avrei preso, non mi sono soffermata sulla trama e l’ho comprato.

Gira e volta, giusto ieri sera ho finalmente iniziato questo libro e già dalle prime pagine ero certissima di essere di fronte ad una Lettura d’Altura d’eccellenza. Parliamo di un tomo di modeste dimensioni (608 pagine) e dal costo tutto sommato nella norma (20 euro). Ma volete sapere cosa mi piace davvero di Wu Ming? Il fatto che, sicuri che la cultura debba essere alla portata di tutti, i loro libri sono disponibili in .pdf e Mobi (per Kindle) sul loro sito, completamente gratuiti.

Cioè avete capito? Tutta quella storia, quella geografia, quei racconti da togliere il fiato, tutto gratuito!! Il fatto che poi ci sia gente molto legata al cartaceo (tipo me) e senta l’esigenza di avere fisicamente i libri sugli scaffali, quello è un altro discorso. Ma voi (che siete indubbiamente più tecnologici e razionali di me) andate su questo bel sito, scaricate tutti questi fantastici libri e lasciatevi andare!

Cosa dire ancora? Il libro è scritto benissimo, in prima persona, in modo scorrevole e chiarissimo; i riferimenti ai fatti veri sono verificabili da una fornitissima bibliografia (nella quale ovviamente mi ci sono già tuffata); l’argomento è talmente avventuroso da sfidare il mio buon Indiana Jones. Ma cosa volete di più?

Fuga sul Kenya, di Felice Benuzzi, uno dei tre protagonisti della storia di Point Lenana

Per altri consigli sui libri del collettivo (vi prego di non farvi ingannare da nome collettivo, spesso usato in modo poco carino) non esitate a scrivermi, li ho letti quasi tutti ormai e mi piacerebbe confrontarmi con altri lettori.

Con l’aprirsi della bella (sigh!) stagione, ho già in programma qualche gitarella low cost che sicuramente meriterà un posto nel mio piccolo blog. Per cui aprite occhi e orecchie: nelle prossime settimane vi porterò sul Monte Nota, sul lago di Garda e sul Santuario della Madonna della Ceriola, Montisola sul Lago d’Iseo.

Nel frattempo, vi aspetto sul Monte Kenya!

Un caro saluto da Agodipino e l’Infaticabile

2 pensieri su “Letture d’Altura: Point Lenana, di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara

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