Montisola e la Madonna della Ceriola

13 aprile 2017

Sono uscita di casa alle 8.30. In maniche corte.

Tendenzialmente il malessere che mi prende non è perché ho (già!) caldo, ma perché mi agito pensando a quanto farà caldo a luglio se continua così. Gli annunci dei vari CAI locali che cercano disperatamente gestori per rifugi abbarbicati in cima alle montagne si fanno via via sempre più affascinanti. Carico l’Infaticabile sulla Lupo da combattimento e via.

La primavera, poi, porta con sé una terribile maledizione: le cerimonie! Ho la bellezza di 6 (sei!) nipoti che facendo due conti velocissimi (e sicuramente errati) dovrebbero aver finito qualsiasi tipo di comunione/cresima/confessione/battesimo/diosolosacosa, per cui da quelli mi salvo.

Ma dai matrimoni no. Il 2017 è evidentemente l’anno in cui tutti si sposano (tranne io e la mia amica Lauretta, ma io e lei abbiamo già previsto un piano di pensionamento anticipato fatto di dolci senza glutine e cani). Quest’anno ho la bellezza di 3 matrimoni e, non me ne vogliano le mie amiche, ho comprato un vestito per tutti i matrimoni. Mi spiace. Prometto di lavarlo, di lavarmi, ma non chiedetemi di comprarne più di uno.

L’acquisto dell’abito e delle scarpe è stato eseguito con lo stesso aplomb che utilizzo per comparare i litri degli zaini da montagna: entro, scelgo, provo, compro. Tempo dell’operazione, 7 minuti netti con sbuffata finale perché devo rivestirmi. Scherzi a parte, forte del fatto di avere gusti difficilissimi e che mi piacevano solo due abiti e ancora più forte del fatto che il mio compagno è un ottimo personal shopper, me la sono cavata in poco con un abito straordinariamente bello.

Ora non mi resta che imparare a controllare il mio corpo e la mia mente per quando saremo in presenza di posti magnifici, sicuramente in pietra o vicino alle pareti scoscese del lago d’Iseo durante i ricevimenti. Parole d’ordine: non si arrampica. No, Giulia. Vieni giù da lì. Ferma, così. Brava, ecco una pizza.

Il tempo per un'uscita si trova sempre, volendo
Il tempo per un’uscita si trova sempre, volendo

Rimaniamo in tema lago d’Iseo. Oggi vorrei raccontarvi di una bella gitarella che ho fatto recentemente con una mia collega per testare il sentiero per una futura uscita trekking. Meta della giornata: la Madonna della Ceriola.

Ma dove ci troviamo? Siamo sull’Isola di Montisola, nel mezzo del lago d’Iseo. Diventata famosa, anzi famosissima, per l’installazione artistica di Christo “The Floating Piers” (manifestazione per la quale ho lavorato un mese intero insieme a tanti altri disgraziati, esperienza alla quale dedicherò un articolo intero), Montisola è davvero, sotto molti aspetti, la vera perla di questo tranquillo lago.

Incoronato da stupende montagne, questo laghetto prealpino si snoda tra la provincia di Brescia (sinistra orografica) e la provincia di Bergamo (destra orografica). E’ il punto d’arrivo del fiume Oglio, formato dalla confluenza di Narcanello e Frigidolfo, che attraversa tutta la mia adorata Valle Camonica (ricordo le parole del gruppo Pa’ e Ansia Ma che orgoglio/sono il primo a fare surf sul fiume Oglio/e se trovo l’onda giusta/arrivo/fino al mare d’Iseo).

Cartina del Lago D'Iseo
Cartina del Lago D’Iseo

Il nostro percorso parte da Sulzano, dove prenderemo il traghetto che ci porterà, in 2 minuti, a Peschiera Maraglio, direttamente sull’Isola. Il biglietto, andata e ritorno, costa 5 euro, più un piccolo supplemento di 1,30 euro per il vostro amico a 4 zampe (per il quale è assolutamente obbligatoria la museruola). Una volta sbarcati, andare subito a destra fino in prossimità di un bivio dove prendiamo a sinistra in salita.

Iniziamo subito a prendere quota e a renderci conto dello splendido paesaggio che ci circonda: la costa bresciana con il Guglielmo sullo sfondo è seconda in bellezza solo al blu dell’acqua del lago, e i paesini sulla costa sembrano far parte di una vecchia storia per bambini. Proseguiamo sull’asfalto per poche centinaia di metri e ci troveremo sulla destra i cartelli di legno per i sentieri: imbocchiamo la scaletta e al primo bivio giriamo a sinistra in salita, indicazioni “Madonna della Ceriola

Il percorso prende subito quota a grandi scalini e può risultare, per i primi metri, un poco impegnativo per i non allenati. Appena fatto il grande curvone che ci spinge sul lato bergamasco dell’isola, il sentiero diventa decisamente meno impegnativo ma vi assicuro che ogni tipo di stanchezza vale la pena per un vista come questa (silenzio per 3 minuti prima di riuscire a riprendere parola).

Panorama della sponda bergamasca

Seguendo una bella mulattiera contornata da castagni, si arriva alle porte del piccolo abitato di Cure. Da qui, le strade che portano in cima alla Madonna della Ceriola sono tre: 2 sentierini che salgono in decisa salita e una strada più larga, un poco più lunga ma meno impegnativa che sale sulla destra. Io tendo a diffidare dalle scorciatoie: ci si mette meno tempo, ma la fatica è doppia. E poi io in montagna ci vado per divertirmi, mica per fare le corse!

Si sale piano piano, passando accanto ad una casetta stranissima, molto piccola e con tanti tavolini di fuori (dove abbiamo scoperto è possibile fermarsi a mangiare pur essendo una casa privata, a patto di tenere tutto pulito). Chicca per gli appassionati di Harry Potter: non curanti del prezzo stratosferico che hanno questi due oggetti, i padroni di questa casetta hanno appeso sulla facciata esterna una meravigliosa Nimbus 200o (ma non vorrei sbagliarmi con una Firebolt) e un Boccino d’Oro. Senza contare le altre numerose chincaglierie che ti fanno pensare di essere sull’Isola che Non C’è.

Boccino d’Oro di Harry Potter
Nimbus 2000 Harry Potter

Da qui, la strada per la Madonna della Ceriola è breve (e una sola): la si segue fino all’arco d’ingresso in cima ad una scalinata che ci accompagna fino all’entrata laterale della chiesettina, che corre su di un bel ballatoio quasi a sbalzo sul lago. La vista lascia, per qualche secondo, senza fiato.

Panoramica dal ballatoio della Madonna della Ceriola
Panoramica 2

Dopo una velocissima pausa pranzo (in cui abbiamo conosciuto dei signori gentilissimi che hanno condiviso con noi il loro pane, solo il pane, le mogli si erano dimenticate il “companatico“), io e la mia collega siamo ripartire alla volta di Siviano. Si prendono le scalette in discesa e si prosegue dritto seguendo le santelle della Via Crucis.

Sono proprio io!

Siviano si raggiunge passando attraverso i piccoli ma bellissimi abitati di Masse e Olzano, veri e propri villaggi delle fiabe. Le strade sono deserte anche se è sempre presente una fontanella dove abbeverarsi. Incontriamo una nonnina che gentilmente ci indica la via per Siviano. Si può seguire la strada, sì, ma i sentieri meritano molto di più (sono comunque tutti ben segnalati).

L’abitato di Olzano
Strade deserte

Bene. Se siete arrivati a questo punto dell’articolo vi meritate un premio: alla Madonna della Ceriola ci potete tranquillamente arrivare in autobus su strada asfaltata. Per quanto mi riguarda, la fatica (solo iniziale) è un prezzo più che onesto per il paesaggio che ho avuto di fronte per tutto il tragitto, niente può sostituire la soddisfazione di vedere le montagne e il lago cristallino dopo una bella sudata!

Raggiunto l’abitato di Siviano la scelta sta a voi: o prendete il bus che vi riporta a Peschiera Maraglio, oppure proseguite a piedi sull’unica e poco trafficata strada asfaltata che rientra all’imbarcadero. Noi, da brave escursioniste estreme, l’abbiamo fatta tutta a piedi.

Appena prima dell’abitato di Peschiera Maraglio, al posto di seguire la strada asfaltata che entra in paese abbiamo preso una piccola deviazione ben visibile sulla destra appena dopo il curvone che dalla sponda bergamasca ci riporta a quella bresciana, in località Sensole.

La strada scende in discesa fino ad arrivare direttamente sul lago, offrendo una vista splendida all’isola privata di San Paolo, anello di congiunzione dei due rami principali del Floating Piers. Il vantaggio di questa tranquilla stradina, oltre ad essere vicinissimi all’acqua, è quello di poter scorgere alcune vecchie tradizioni locali: quella della fabbricazione delle reti da pesca (Montisola era uno dei più grandi produttori al mondo negli anni ’70) e l’essiccazione delle sardine al sole, processo che rende questo pesce tipico di lago una vera prelibatezza per baffi raffinati.

Sardina mood 🐟 #montisola #iseolake #visitlakeiseo #lake #fish #food #tradition #nature #picoftheday #nofilter

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Proseguite lungo la stradina accompagnata da bellissimi ulivi, passando in parte a numerosi chioschetti, bar e ristoranti. Poco dopo, vi ritroverete nell’abitato di Peschiera Maraglio, dove all’imbarcadero prenderete il traghetto per Sulzano (o Iseo, dipende da dove avete parcheggiato la vostra macchina).

Ricordo che per arrivare sul lago d’Iseo, sponda brescia, esiste un comodissimo trenino chiamato dai locali “Gamba di Legno” che parte da Brescia, attraversa tutto il lago e arriva in cima alla Valle Camonica (linea Brescia-Iseo-Edolo). Consiglio caldamente di prendere in considerazione l’idea di muoversi col trenino, così potrete ammirare con calma le bellezze del nostro territorio.

Per i più golosi esiste anche la possibilità di godersi il lago, la Valle Camonica e la Franciacorta a bordo del “Treno dei Sapori“. Cito testualmente dal sito ufficiale:

Parlare del Treno dei Sapori significa parlare di un viaggio che coinvolge e stimola tutti i sensi del viaggiatore. Il programma annuale del Treno dei Sapori consente ai passeggeri di godere magnifici paesaggi della Franciacorta, del Lago d’Iseo e della Valcamonica. La degustazione di prodotti tipici, accompagnati da una selezione di vini scelti da Sommelier certificati, completano ed esaltano il viaggio (previa segnalazione in fase di prenotazione, prestiamo particolare attenzione alle intolleranze e alle allergie alimentari, preparando menu senza glutine,  senza lattosio, vegetariani o vegani)Lungo il tragitto, il Treno dei Sapori effettua soste per permettere ai viaggiatori, accompagnati da una guida compresa nel prezzo del biglietto, passeggiate ed escursioni presso siti di cultura, cantine e produttori locali.La stazione di Iseo è il punto di partenza e arrivo del treno.

Se avete bisogno di informazioni più dettagliate circa il percorso, non esitate a scrivermi. Potete trovare online tutti gli orari dei treni e dei traghetti, con rispettivi costi e norme di viaggio.

Buon fine settimana e buona Pasqua da Agodipino e dall’Infaticabile!

3 pensieri su “Montisola e la Madonna della Ceriola

  1. Wow che bella questa passeggiata, io che adoro la montagna (anche se da un paio di mesi non riesco ad organizzare uscite…buuuu)…so quanto sia rigenerante.
    Comunque mi spiace ma la parte mozzafiato resta la vista del boccino d’oro e della Nimbus 2000….che personaggi che ci sono in giro per il mondo…
    E bravo l’infaticabile che ti segue….

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    1. Lei sempre presente, anche se oggi sono andata parecchio in alto e l’ho dovuta lasciare a casa. Quando puoi ti consiglio di provare quest’uscita, è davvero spettacolare (magari d’estate trovi pure i padroni di casa e riusciamo a capire perché hanno appeso di fuori quelle cose meravigliose 😍)

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  2. Pingback: AGODIPINO

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