La Compagnia del Calzino Bagnato e altri aneddoti

Più di un mese è passato dall’ultimo articolo che ho scritto. Inaccettabile.

Il bello della vita è che, se davvero lo si vuole, è in continuo cambiamento. Non ci si annoia mai, ecco. Si arriva sfiniti alla fine della giornata, roba che non ti ricordi di esserti messo il pigiama ed esserti infilato nel letto, ma lo fai con passione. No, non gioia, la gioia è un sentimento forse troppo superficiale per questi momenti. Passione, forza, determinazione, sguardo serio e testa impegnata, ambizione. Questi sono le reazioni ad una vita in cambiamento volontario.

Ovvio che, alcune cose passano in secondo piano, com’è successo con questo blog, ma non mi perdo d’animo: ricominciare a scrivere è come riaprire una finestra chiusa da tempo (qui potrebbe partire una digressione di secoli sul fatto che, *sgrunt*, è tornata l’estate per cui se non voglio morire la finestra devo aprirla, ma vabeh, ormai lo sapete).

Cosa è successo in questo mese e mezzo di latitanza? Tante belle cose! Ho cambiato lavoro, ho iniziato ad arrampicare tutte le settimane, ho iniziato yoga, ho letto tanti bei libri a tema montagna, ho fatto due escursioni al cardiopalma; io, il mio compagno e le Grignapole abbiamo inventato un nuovo gioco in scatola e ho cambiato colore di capelli. Può bastare?

Partiamo dal lavoro. Avete sentito parlare del Floating Piers? Il famoso ponte galleggiante che, ormai un anno fa, ha conquistato i cuori e la pazienza degli italiani? Ecco. Da un mese circa ho iniziato a lavorare all’ufficio informazioni di Monte Isola (isola della quale parlavo nel mio precedente articolo) e non potrei essere più felice! Come viene definita da tanti turisti, Monte Isola è un paradiso, e non potrei essere più d’accordo di così.

La vista dalla porta del mio ufficio

Come saprete meglio di me, un cambiamento di questo tipo non è stato indolore. Ci ho pensato tanto, rimuginato, riflettuto, elucubrato, vari pro e contro, “e cosa faccio se…“, “e cosa succede se…“, ma con il senno di poi non si combina niente. Mi ci sono buttata ad occhi chiusi e, per ora, le acque del lago d’Iseo mi stanno dolcemente cullando. Se la tempesta arriverà, ci penseremo a tempo debito.

Mi sono ormai follemente innamorata dell’arrampicata. No, non quella classica, con la corda, imbrago, moschettoni ecc…boulder. Solo boulder. E’ vero, serve una buona dose di tecnica, forza ed equilibrio mentale (tre caratteristiche nelle quali sono una vera pippa), però mi diverto da impazzire, mi sfogo, mi rilasso e non penso a niente per un paio di ore, solo a quanto odio quella presa che è lì ma per le mie braccia è a 3 km di distanza.

Ho cambiato anche palestra (momento marketing). Ora frequento la Mad Climbers, un’ associazione sportiva dilettantistica gestita da un ambizioso (e, mi permetto di dire, meraviglioso) gruppo di giovani bresciani. L’ambiente è accogliente, famigliare, nessuno giudica nessuno e mettono buona musica. E che si vuole di più? Ho anche convinto un sacco di amici (una in particolare…) a provare l’arrampicata e molti di loro si sono poi iscritti. Evidentemente qualcosa di buono c’è, o no?

Quando il gioco si fa duro…vengono le vesciche!

Alternare momenti di attività fisica e sportiva frenetica a sedute di sollevamento ipotesi sdraiata sul divano è una mia specialità. Una grande passione nata da un annetto, ovvero quella del game design, mi porta a passare lunghe giornate, ma soprattutto serate, insieme al mio compagno e alle nostre due Grignapole  seduti a pensare a nuovi giochi in scatola (oppure a intense sessioni di studio).

Di solito sono tutti perplessi quando rivelo questo nostro hobby (che poi è come se fosse un lavoro), “ma c’è ancora qualcosa da inventare?“, “ma siete sicuri?“, “cioè ma vi piace davvero?“. La risposta a tutte le domande è: sì. Sì, grazie al cielo ci sono ancora persone che hanno voglia di sfidare loro stessi per inventare qualcosa forse non di utile, ma di divertente poco ma sicuro. Ci piace davvero vedere i sorrisi delle persone quando capiscono le meccaniche di gioco, ai ragionamenti che usano per arrivare a fine partita e le reazioni ad una sana competizione ludica.

La Tana dei Goblin Brescia (quasi) al completo

S’impara a vincere, s’impara a perdere, soprattutto s’impara. Il mondo dei giochi in scatola non è morto e mai morirà; anzi, sta vivendo quello che viene definito un periodo d’oro, con sempre più iscritti alle associazioni ludiche e sempre più inventori di giochi, come noi. Nel bene o nel male, ci vedo un piccolo nesso con la montagna. In tutti e due i casi serve pazienza, riflessione, presenza mentale, strategia, destrezza, voglia di vincere ma anche una buona dose di voglia di cooperare.

Doti che ho quasi (mooolto quasi) brillantemente sfoggiato in due escursioni fatte nell’ultimo mese, con una compagnia d’eccezione: mia sorella Diana e suo marito Enzo. Visti i risultati delle uscite, abbiamo deciso di soprannominare il nostro gruppo escursionistico “La Compagnia del Calzino Bagnato“. Le escursioni, di cui vi parlerò nei prossimi articoli, sono il Monte Frerone e il Rifugio Prudenzini, Valle Camonica. Curiosi di sapere cosa è successo ai nostri poveri calzini?

Con le ciaspole al Frerone
L’entrata del rifugio Prudenzini

Nel frattempo vi auguro buona settimana. Ah, vi porto anche i saluti dell’Infaticabile che ora è a dieta ferrea: la veterinaria ci ha detto che non siamo pronte per la prova costume e non l’ha presa molto bene…

 

5 pensieri su “La Compagnia del Calzino Bagnato e altri aneddoti

  1. WOW… una valanga di novità, oserei dire 😛
    Congrats per il nuovo lavoro e la nuova palestra!
    L’arrampicata al bradipo riesce malino, ma prima o poi ci arriva :mrgreen:
    La Tana dei Goblin, quella della Padania era in gran spolvero lo scorso Festival del Fumetto a Novegro 😀
    Bacio
    Sid

    Mi piace

    1. Dai, Sid! Bisogna iniziare a provare, poi vedrai che ti piace 😀 comunque è sempre ammesso il bradipaggio selvaggio appena si può.
      Eh sì, so che per Novegro si sono tirati a lucido: io purtroppo ero a Monte Isola, appunto, ma cerco di rimediare alla prossima!
      Un abbraccio

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